Liberi Legami

Il progetto
Il progetto ha l’obiettivo di intervenire all’interno dei contesti carcerari a supporto dei padri detenuti, delle loro famiglie e dei minori coinvolti. Il fine principale è quello di sostenere i legami familiari durante la detenzione e, al contempo, ridurre lo stigma sociale che spesso colpisce i figli dei detenuti.
Le attività sono realizzate presso la casa circondariale di Cerialdo e la casa di reclusione di Fossano. Liberi Legami è finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del bando “Liberi di crescere”, è coordinato dalla Cooperativa Il Margine e si avvale di un ampio partenariato in cui sono coinvolti 10 istituti penitenziari del Piemonte, diverse realtà del Terzo Settore e i Centri di Servizio al Volontariato di tutta la Regione.


Come funziona
L’intervento all’interno degli istituti penitenziari segue un percorso strutturato, che va dal primo contatto istituzionale fino alla realizzazione delle attività.
- Fase 1: Segnalazione e presa in carico (Il contatto iniziale)
Il punto di partenza dell’iter è la collaborazione con l’area trattamentale degli istituti penitenziari, in quanto l’elenco dei possibili partecipanti viene fornito dalle educatrici.
- Fase 2: Primo contatto e ingaggio (I colloqui singoli)
Una volta ricevuti i nominativi, si passa alla fase di conoscenza diretta tramite i primi colloqui individuali; in questa sede le operatrici incontrano i padri detenuti, spiegando loro gli obiettivi e le modalità del progetto. Il detenuto è libero di aderire alle attività, di gruppo o individuali, e in seguito alla sua formale accettazione si procede con l’inserimento nelle attività.
- Fase 3: Avvio operativo delle attività
Con l’approvazione dei partecipanti, l’iter si differenzia a seconda della struttura in: gruppi di parola o percorsi individuali. In entrambi i casi si tratta di spazi protetti di confronto e parola in cui i padri detenuti possono elaborare la propria genitorialità e l’impatto della detenzione sulla famiglia.
A Cerialdo è anche attivo lo spazio giallo: l’area di transizione prima dei controlli burocratici e di sicurezza, dove le operatrici accolgono i bambini e le mamme per offrire un momento piacevole e di gioco, smorzando la tensione dell’attesa prima del colloquio con i papà.
Info e contatti
marina.marchisio@emmanuele-onlus.org