Nel 2025 l’attivazione di Liberi Legami nelle carceri di Cuneo e Fossano ha richiesto tempo per costruire fiducia e trovare un ruolo riconosciuto dentro gli istituti. Dopo una fase iniziale segnata da qualche resistenza, il dialogo con le aree trattamentali si è consolidato e ha permesso di avviare le attività in modo più stabile.
Colloqui individuali: il primo aggancio
La prima azione concreta è stata la realizzazione di colloqui individuali con i padri detenuti, per presentare il progetto e aprire uno spazio di riflessione sulla genitorialità.
In questi incontri si è lavorato su tre assi principali:
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il diritto dei figli a mantenere un legame affettivo con il genitore detenuto;
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il diritto dei padri a essere riconosciuti anche nella loro funzione genitoriale;
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la possibilità di ripensare il proprio ruolo familiare a partire dall’esperienza della detenzione.
In questa fase sono stati realizzati complessivamente 35 colloqui individuali.
Gruppi di parola: un cammino in corso
A partire dai colloqui è stato possibile proporre due gruppi di parola per padri detenuti, uno a Cuneo e uno a Fossano, che hanno coinvolto 14 detenuti (8 a Fossano 6 a Cuneo) per un totale di 13 incontri (7 a Cuneo, 6 a Fossano)
Nei gruppi si stanno affrontando, tra gli altri, questi temi:
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come raccontare ai figli la detenzione in modo onesto ma sostenibile per loro;
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come mantenere il legame affettivo nonostante le limitazioni dei colloqui;
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come gestire senso di colpa, rabbia, paura di “perdere” il proprio ruolo di padre.
Il percorso sta entrando in una fase di snodo: entro fine maggio verrà proposta, dove possibile, la realizzazione di colloqui riservati tra padri e figli. Non sarà la chiusura del progetto, ma un passaggio significativo per mettere alla prova, nella relazione concreta con i bambini, il lavoro svolto fin qui nei gruppi.
Parallelamente, su segnalazione del personale penitenziario, continuano alcuni colloqui individuali mirati per quei detenuti che non partecipano ai gruppi ma hanno bisogno di uno spazio più riservato per lavorare sulla propria genitorialità.
Nei gruppi di parola vengono proposte attività e strumenti che aiutano i padri a mettere a fuoco la propria esperienza di genitori in detenzione. In questo riquadro si possono descrivere, ad esempio, brevi esercizi autobiografici, momenti di confronto tra pari, lavori sulle emozioni legate ai colloqui con i figli, preparazione condivisa dei colloqui riservati, utilizzo di materiali narrativi o simbolici.
Nelle fasi iniziali, l’utilizzo dello strumento grafico dell’albero genealogico ha permesso ai partecipanti di ricollocarsi all’interno di una narrazione storica e familiare, facilitando una prima presentazione di sé e dei propri figli. Successivamente, il focus si è spostato sulla dimensione valoriale e sulla resilienza di coppia, stimolando un confronto autentico tra le trasformazioni delle relazioni affettive odierne rispetto a quelle del passato.
Particolare rilevanza ha assunto l’attività laboratoriale legata alle “luci e ombre” dell’essere padre. Attraverso la composizione di poesie collettive, i partecipanti hanno potuto esternare e condividere sia le gioie sia i timori legati al proprio ruolo genitoriale.
Il percorso ha inoltre previsto esperienze di natura metaforica, come il “Caviardage” che ha permesso di lavorare sul significato delle parole e il laboratorio ispirato all’arte giapponese del Kintsugi. Attraverso la rottura e la ricostruzione simbolica di mandala con inserti dorati, è stato affrontato il concetto di ferita emotiva, interpretata non come un fallimento ma come un’opportunità di rinascita e unicità del legame. Tali attività sono state integrate da strumenti ludico-educativi, quali l’utilizzo di carte stimolo, che hanno favorito l’autoanalisi e il dialogo su orizzonti futuri.
Figli e famiglie: lo Spazio Giallo e i momenti speciali
Sul versante dei figli e delle famiglie, a Cuneo è stato attivato lo Spazio Giallo attivo nei seguenti giorni e orari
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Martedì |
13.00 – 16.00 |
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Sabato |
08.45 – 12.45 |
che ha permesso di intercettare 15 nuclei . La presenza continuativa delle operatrici ha reso possibile un lavoro di accoglienza prima e dopo i colloqui, in particolare per i nuclei collegati ai gruppi di parola.
A Fossano, dove non esiste uno spazio fisico dedicato e i tempi di attesa sono ridotti, il dispositivo è in fase di adattamento: si sta lavorando a partire dai bisogni espressi dai detenuti, tra cui emerge con forza la richiesta di migliorare gli spazi colloqui. Questa esigenza potrebbe tradursi in interventi di abbellimento e cura degli ambienti, anche grazie a possibili collaborazioni con soggetti del territorio già presenti nell’istituto, come Banca Azzoaglio.
Nel 2026 sono stati inoltre sperimentati momenti dedicati alle ricorrenze familiari:
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a Fossano, il 26 marzo, un’iniziativa in occasione della Festa del papà;
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a Cuneo, una proposta analoga prevista a maggio in occasione dell’inaugurazione dell’area verde tradizionalmente adibita nella stagione estiva tradizionalmente dedicata agli incontri tra i detenuti e le loro famiglie.
Questi appuntamenti intendono offrire ai bambini e ai padri occasioni di incontro più significative, in cui la dimensione affettiva sia messa al centro.
Rete esterna e nodi aperti
Un esito particolarmente significativo riguarda la collaborazione avviata nel contesto cuneese con l’Ufficio di esecuzione penale esterna, che ha permesso di seguire due nuclei familiari in situazione complessa. In questi casi si è registrato un importante aumento della consapevolezza genitoriale dei padri e un miglioramento della qualità delle relazioni familiari.
Allo stesso tempo, l’esperienza sta mettendo in luce la necessità di adattare strumenti come lo Spazio Giallo a contesti penitenziari di dimensioni ridotte, in cui tempi e organizzazione richiedono soluzioni più flessibili. Il lavoro in corso a Cuneo e Fossano rimane quindi un laboratorio aperto, in cui il progetto continua a sperimentare modi diversi per sostenere i legami tra padri detenuti, figli e famiglie.
Il progetto Liberi Legami è finanziato dell’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del bando “Liberi di crescere”, è coordinato dalla Cooperativa Il Margine e si avvale di un ampio partenariato in cui sono coinvolti 10 Istituti penitenziari del Piemonte, diverse realtà del Terzo Settore e i Centri di Servizio al Volontariato di tutta la Regione.
