La cooperativa Emmanuele festeggia “40 anni e oltre”

23/12/2025

La cooperativa Emmanuele festeggia “40 anni e oltre”

Nel 2025 la Cooperativa Sociale Emmanuele ha festeggiato quarant’anni di attività: un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma il segno tangibile di un percorso condiviso, costruito giorno dopo giorno accanto alle persone e al territorio. Quarant’anni di impegno continuo, di relazioni significative, di uno sguardo attento a intercettare i bisogni prima che si trasformino in emergenze e della volontà di trasformare l’accoglienza e l’umanità in pratiche quotidiane.

Per festeggiare questo traguardo, lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 18.30, presso l’Ex Chiesa di Santa Chiara in via Savigliano a Cuneo, si è svolto l’evento “40 anni e oltre”, una serata partecipata, pensata come spazio di incontro e di riflessione condivisi.

I partecipanti sono stati accolti da un laboratorio creativo, pensato come primo gesto di condivisione della serata: a ciascuno è stato chiesto di scrivere una parola legata alla Cooperativa Emmanuele e di appenderla, andando a comporre un “mosaico” di significati che raccontasse, attraverso voci diverse, l’identità e il cammino della cooperativa.

Dopo la presentazione e i saluti da parte di Elena Barberis, presidente della Cooperativa Emmanuele, ha preso il via la tavola rotonda, moderata da Franca Beccaria di Eclectica+, che ha dato voce a esperienze e punti di vista differenti del mondo delle cooperative, del terzo settore e delle istituzioni. I diversi interventi sono stati introdotti da Gimmi Basilotta di Dispari Teatro, che ha intrecciato con tono poetico parole e storie, conferendo profondità emotiva e significato ai contenuti emersi durante la discussione.

Fin dall’inizio è stata centrale la metafora del viaggio, evocata da Brunella Dalmasso, socia fondatrice, ex presidente della Cooperativa e attualmente direttrice; un viaggio inteso non solo come percorso temporale, ma come esperienza fatta di tappe significative, cambi di direzione, sfide e scelte coraggiose. Nonostante le trasformazioni e le difficoltà incontrate lungo il cammino, la cura e il rispetto dei valori della Cooperativa sono rimasti una solida costante, a testimonianza di un impegno continuo a costruire relazioni, generare inclusione e coltivare la propria missione sociale.

In alcune circostanze, come ha sottolineato Enrico Santero, responsabile dell’area minori e famiglie e socio della Cooperativa, è stato proficuo uscire dagli schemi convenzionali. Il ricorso al pensiero laterale si è rivelato fondamentale per individuare nuove soluzioni, aprire percorsi alternativi e affrontare sfide complesse, dimostrando come creatività e flessibilità possano trasformarsi in strumenti concreti per rispondere ai bisogni delle persone, ma anche per portare innovazione nell’ambito della progettazione sociale.

Matteo Ravera, Sindaco del Comune di Boves, ha voluto portare il suo sentito ringraziamento alla Cooperativa, sottolineando quanto l’esperienza e le collaborazioni costruite negli anni sul territorio abbiano contribuito a rafforzare la comunità locale. Il Sindaco ha evidenziato con particolare apprezzamento la capacità delle educatrici della Cooperativa di investire sulle competenze dei ragazzi e delle ragazze, riconoscendoli non come un problema da gestire, ma come una risorsa preziosa su cui costruire il futuro. Un approccio che rappresenta un modello di educazione partecipativa, capace di valorizzare talenti, favorire inclusione e promuovere la crescita di una comunità più coesa e attenta alle nuove generazioni.

La parola è poi passata al più giovane dei partecipanti alla tavola rotonda, Gabriele Farina, socio della cooperativa ed educatore dell’area minori e famiglie, che ha offerto una riflessione simbolica e suggestiva partendo dalla stessa parola “Cooperativa”, evidenziando come all’interno della parola ci sia una vocale speciale, la “O”, che per lui rappresenta unione, accoglienza e connessione: una forma che richiama due abbracci che si fondono in uno solo. Secondo Gabriele, questa metafora racchiude l’essenza e l’anima della Cooperativa, in cui l’incontro tra persone, ciascuna con il proprio bagaglio di esperienze e la propria visione, e territorio può dare vita a grandi progetti e importanti relazioni.

Accanto a questi interventi, Giancarlo Arneodo, presidente del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, e Alessandro Durando, vicepresidente di Confcooperative Piemonte Sud, hanno stimolato un confronto sulle sfide quotidiane della cooperazione sociale. Tra gli argomenti riportati, è emersa l’importanza di favorire un dialogo costante tra settore pubblico e privato, così come la necessità di mantenere una visione condivisa, in grado di conciliare sostenibilità economica, valori etici e relazioni significative.

Da ultimo, la partecipazione di Francesca Perlo – progettista di NOAU Officina Culturale – ha messo in luce il tema dell’integrazione tra sociale e cultura, evidenziando come questa sinergia rappresenti uno strumento capace di generare inclusione, creatività e bellezza.

La serata di è conclusa con una riflessione finale: “Che cosa significa oggi essere rivoluzionari nel sociale?”. Vuol dire puntare sull’innovazione, avere il coraggio di rallentare, arrivare all’essenziale, saper coniugare esperienze e finanziamenti, recuperare e tutelare il senso del “noi”, mantenere un’attenzione autentica ai bisogni delle persone e credere nel potere dell’integrazione come motore di cambiamento.

L’evento si è concluso con un buffet conviviale, suggellando una serata che non ha celebrato solo il passato, ma ha rilanciato con forza uno sguardo verso il domani, perché, dopo quarant’anni la sfida più importante resta quella di guardare oltre.